Marketing e cultura d’impresa: quando prepararsi è un affare
27 dicembre 2007 - Eventi e pubblicità
Nei giorni 28 e 29 gennaio si terrà a Milano il corso di aggiornamento “Benessere: strategie di marketing e comunicazione” rivolto ai product e brand manager che vogliano analizzare e approfondire le tendenze in atto di un mercato, quello del beauty care, competitivo e mutevole.
Sempre a Milano lunedì 4 e martedì 5 febbraio è la volta di “La Gestione dei grandi Clienti – Sviluppare con successo le vendite complesse”, una due giorni di approfondimento e testimonianze per indagare sulle competenze e le abilità necessarie a conquistare e gestire Clienti Strategici.
Il 6 e il 7 febbraio, invece, si svolgerà il seminario “Comunicare e negoziare con la Cina”. Con il patrocinio della Fondazione Italia Cina, Il Sole 24ORE Formazione intende dare l'opportunità a manager e imprenditori che devono interagire con professionisti e aziende cinesi di conoscere cultura, comportamenti e dinamiche di un mercato estremamente ricco, ma anche profondamente differente da quello occidentale.
Giunto alla sua sesta edizione, il 25 gennaio ripartirà “Ufficio Stampa e Media Relations” il corso di specializzazione che ha l'obiettivo di favorire la comprensione del sistema dei media e i suoi processi operativi.
Il master, a numero chiuso e con frequenza obbligatoria, è indirizzato specificamente a giovani professionisti del settore interessati a migliorare la propria preparazione in vista di opportunità di crescita professionale, nonché a neo laureati che vogliano a inserirsi all'interno di agenzie di relazioni pubbliche e di comunicazione.
L'attività didattica si svolgerà in dieci week end non consecutivi, il venerdì pomeriggio e il sabato.
Infine, a partire dal prossimo 29 febbraio la Business School del Sole 24 ORE propone la terza edizione del master di specializzazione “Marketing e Communication Management”.
Il corso, dalla formula week end, ha l'obiettivo di fornire gli strumenti indispensabili per ricoprire la posizione di Marketing e Communication Manager, approfondendo non solo le tematiche tradizionali come Sviluppo del Prodotto, Pricing, Piano di Marketing, Ufficio Stampa e Organizzazione di Eventi, ma anche argomenti più specifici e innovativi, come il Marketing dei Servizi, Direct e Web Marketing, e il Marketing e la Comunicazione Non Convenzionale.
Il Sole 24 ORE fornirà così ai suoi utenti un bagaglio di conoscenze e di abilità che in questo momento di continua evoluzione possono rappresentare la marcia in più dei nuovi manager.
Tratto da Mark up del 21 dicembre 2007
Buon Natale!
24 dicembre 2007 - Eventi e pubblicità

Made in Italy, ma venduto in Giappone
14 dicembre 2007 - Marketing Alimentare
È il primo marchio straniero registrato come “Regionally Based Collective Trademark”: il prosciutto di Parma in Giappone ha ottenuto la registrazione territoriale ampliando così la copertura del precedente marchio “corona ducale”, registrato nel 2000. Il consorzio approfitta del cambio di normativa nel paese del Sol Levante e sfrutta l'introduzione di un nuovo sistema di protezione dei prodotti regionali.
Con la nuova registrazione si leggerà sulle confezioni “prosciutto di Parma” anche con caratteri giapponesi, e ciò garantisce l'esclusiva del nome. Non sarà più possibile utilizzare, quindi, nell'arcipelago la dicitura “Parma” o “Parma ham” senza l'autorizzazione del consorzio. La registrazione è estesa anche per il prosciutto DOP in vaschetta lavorato e confezionato solo in zona tipica sotto la supervisione dell'istituto di certificazione IPQ.
La conquista del Giappone da parte del Consorzio Prosciutto di Parma si completa con l'approvazione, da parte della Commissione Europea di un nuovo progetto promozionale a più mani. Coinvolgerà nei mercati nipponici anche il parmigiano – reggiano e il vino di Porto. Si tratta di una combinazione inedita tra i due prodotti italiani e quello portoghese. Il budget prevede una combinazione di azioni della durata di tre anni e nasce dalla volontà di promuovere il valore delle indicazioni geografiche al di fuori del territorio comunitario.
tratto da Mark up – Patrizia Romagnoli
Cartoon nella frutta e nella verdura
13 dicembre 2007 - Marketing Alimentare

La Walt Disney Company, azienda leader nell'intrattenimento per bambini, ha di recente esteso il proprio marchio anche a frutta e verdura. L'ultima iniziativa di brand extension della multinazionale ha visto apporre il brand Disney su prodotti salutari come la frutta e la verdura, con l'intento dichiarato di promuovere una sana alimentazione e pensare, così, al benessere dei suoi piccoli clienti. All'interno della divisione prodotti per il consumo è stata creata di recente una linea di referenze a marchio %u201CDisney Garden%u201D, che comprende sia ortofrutta biologica sia convenzionale, realizzata in collaborazione con i più importanti produttori di frutta e verdura, e con spedizionieri statunitensi ed internazionali.
La commercializzazione di questi item è gestita dalla società statunitense Imagination-Farms, che si occupa anche di verificare che i fornitori rispettino rigorosi standard di qualità, e che è stata fondata con la finalità di incrementare il consumo di ortofrutta da parte dei bambini.
Le referenze di frutta e verdura caratterizzate da personaggi come Minni, Topolino, Paperino, Pluto, e dai protagonisti di cartoni animati quali %u201Cgli Incredibili%u201D, %u201CToy Story%u201D e %u201CCars%u201D, si presentano infatti quali salubri e nutrienti alternative agli snack, essendo al tempo stesso facili da gustare a scuola così come a casa. Scendendo più in profondità, la gamma Disney Garden include %u201CDisney Garden foodles%u201D, snack nutrienti che offrono la possibilità di gustare ad esempio mele a fette, uva e formaggio, e, al tempo stesso, insegnano ai bimbi come divertirsi costruendo personaggi fatti di frutta e verdura. %u201CDisney Garden Fresh Veggies & Sauce%u201D sono invece ortaggi di quarta gamma tagliati a pezzettini, come per esempio monetine di carote, che vanno cotti 5 minuti in microonde.
Non mancano inoltre le referenze monoporzione: %u201CDisney Garden Quick Snacks%u201D è infatti una linea di ortofrutta (mele o sedano) pronta per il consumo.
tratto da Mark up
Pubblicità da Alta Quota
12 dicembre 2007 - Guerrilla Marketing
La trovata è di Ad-Air Group. La società londinese è riuscita, dopo cinque anni di ricerche, a creare il primo network aereo globale. Si tratta dell'istallazione di giganteschi cartelloni visibili dall'alto quando gli aerei sono in decollo o in atterraggio. Le aree individuate corrispondono a quattro territori chiave: Nord America, Europa, Asia Pacifico e Middle East.
Fra i trenta hub selezionati, dal London Heathrow al Paris Charles De Gaulle, dal Dallas Fort Worth Int. al Chicago O'Hare Int., dal Tokyo Narita Int. al Bangkok Suvarnabhumi Int, sono compresi anche il Milano Malpensa e il Roma Fiumicino. Al momento, Ad-Air ha ottenuto il permesso di realizzare le sue zone pubblicitarie in dodici di questi aeroporti.
Del resto, quasi inutile sottolinearlo, una simile pianificazione rappresenta una formidabile opportunità di marketing dal momento che i passaggeri a bordo vivono momenti di straordinaria passività (nell'imminenza del touchdown finiscono i programmi di intrattenimento) e non possono far altro che guardare fuori dai finestrini. Impossibile, quindi, non notare la pubblicità posta negli spazi limitrofi dei più importanti aeroporti. Ed è bene dire, inoltre, che le dimensioni di questo tipo di impianto sono il triplo di quelle dell'Old Trafford, lo stadio del Manchester United. A conti fatti i messaggi realizzati su questo supporto (una sorta di rete di plastica sospesa da terrra) possono raggiungere l'ampiezza di 20.000 metri quadrati di superficie.
Dimensioni a parte, il circuito gode di innegabili caratteristiche allettanti: innanzitutto la qualità dell'audience, perché in media chi vola, sia per business sia per piacere, ha una certa disponibilità economica e appartinene a un livello socio-culturale medio se non alto. Altro punto di forza è dato dall'impossibilità di sfuggire del passeggero, legato con la cintura al suo sedile nelle fasi di decollo e atterraggio. Una condizione, questa, che garantisce un tempo di esposizione al messaggio di circa 10 secondi. Un lasso di tempo che può anche diventare più lungo a seconda della vicinanza alla pista.
tratto da Mark up del 4 dicembre 2007 – Margherita Baroni
Epson adotta un sistema di imballo ecocompatibile per le cartucce d’inchiostro delle stampanti di grande formato
11 dicembre 2007 - Packaging

Seiko Epson Corporation (“Epson”) cambia il packaging delle cartucce d’inchiostro delle proprie stampanti di grande formato, passando dal cartone bianco al cartone marrone riciclato al 100% (il cosiddetto cartone kraft). Anche il colore della plastica utilizzata per l’involucro delle cartucce d’inchiostro cambia, da grigio a neutro. In entrambi i casi l’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale e di uniformare le specifiche relative al packaging in tutto il mondo. Un obiettivo che Epson persegue nell’ambito di una revisione generale dei materiali e delle specifiche relative al packaging.
Le nuove specifiche permetteranno di adottare un unico tipo di packaging sempre più in linea con la più ampia politica di rispetto per l’ambiente definita da Seiko Epson Corporation. Una politica che riguarda l’intero ciclo di vita del prodotto. Nella fase di progettazione, ad esempio, miriamo alla massima riduzione del consumo energetico del prodotto e puntiamo al minimo consumo di risorse (usiamo materie prime riciclate, abbiamo come obiettivo quello di miniaturizzare i prodotti, abbiamo eliminato sostanze chimiche dannose dai nostri prodotti). Nella fase di produzione, adottiamo misure molto rigide per il controllo degli impianti al fine di ridurre sia l'uso delle risorse che la produzione di scarti. In fase di trasporto, operiamo, a livello internazionale, per favorire l'impiego del trasporto marittimo piuttosto che quello aereo col fine di ridurre le emissioni di CO2.
Con quest’ultima iniziativa il Gruppo alza il livello di ecocompatibilità all’interno dell’azienda, prestando attenzione all’impatto sull’ambiente dell’attività dell’azienda non solo per quanto riguarda i prodotti ma anche rispetto al packaging e alla politica dei trasporti dei prodotti.
Modelli che progressivamente adotterrano il nuovo packaging per le cartucce:
Epson Stylus Pro 9800, Epson Stylus Pro 9400, Epson Stylus Pro 7800, Epson Stylus Pro 7400, Epson Stylus Pro 4800, Epson Stylus Pro 4400, Epson Stylus Pro 9600, Epson Stylus Pro 7600, Epson Stylus Pro 4000.
Caratteristiche del nuovo packaging per le cartucce:
- Cartone bianco riciclato all’80% sostituito con cartone marrone riciclato al 100%.
- Stampa sulla confezione da colorata a bianco e nero.
- Contenitore delle cartucce in plastica neutra per eliminare l’utilizzo di coloranti.
Retail Marketing
10 dicembre 2007 - Eventi e pubblicità
Di facile consultazione è un vero e proprio archivio web europeo che contiene i riferimenti e i book di più di 1.000 professionisti del punto di vendita.
Mark's & Spencer riduce il peso dell'imballo
10 dicembre 2007 - Packaging
La marca va oltre l'acquisto del prodotto: è diventata un mondo possibile!
9 dicembre 2007 - Scenari di mercato
“Emergono segnali nuovi che evidenziano come la propensione al consumo, che pure si mantiene elevata, si manifesta con sfumature diverse rispetto a un tempo”. Giampaolo Fabris, Presidente del Comitato scientifico di GPF e del corso di laurea in Comunicazione dell’Università San Raffaele, spiega: “è come se l’ipertrofia dell’offerta e la pervasività della comunicazione commerciale imponessero una pausa di riflessione.
Si registrano segni di insofferenza verso la brandizzazione di ogni scelta quotidiana. In particlare, diffuso e crescente – le ricerche lo evidenziano – è il fastidio verso un sempre meno comprensibile brand stretching di marche che ormai firmano tutto, anche in ambiti che presentano ben poche affinità con il loro mondo originario”.
Si profila forse all’orizzonte una rivolta del consumatore, un crisi di rigetto che ha covato a lungo sotto le ceneri di un fenomeno “No Logo” che sembrava ormai metabolizzato e ricondotto alle sue dimensioni di nicchia? I sintomi sono contraddittori, il quadro non è decrittabile con precisione.
“Viviamo in tempi interessanti: è presto per dire se ciò sia una benedizione o una maledizione” sdrammatizza Guerino Delfino, Chairman e Chief Executive Officer di Ogilvy Italia. “In effetti si parla molto, e non da oggi, di evoluzione del consumatore, dell’impatto del digitale, dei nuovi media mix. Il tutto conduce a una sola conclusione: il controllo è passato nelle mani del consumatore. Il quale, si badi bene, non rifiuta la marca in quanto tale, anzi se ne appropria e diventa più esigente nei suoi confronti”.
Esercitare un potere di controllo effettivo appare tuttavia differente dall’accettare il vecchio assioma di marketing: la marca vive nella mente del consumatore. Si assiste al paradosso che un asset fondamentale dell’azienda viene a essere in misura sempre maggiore soggetta a un “controllo” di chi dell’azienda non fa parte. “Lo scenario è più articolato”, commenta Delfino, “i brand competono tra loro per conquistare share of attention che non è possibile raggiungere solamente incrementando quantitativamente la propria comunicazione. Abbiamo sempre sostenuto che per emergere, farsi ascoltare, la marca doveva presentarsi con una “big idea”. È ancora vero, ma oggi andiamo oltre, verso il “big ideal”: la marca prende posizione verso il mondo, dichiara il proprio pensiero, l’ideale in cui crede.
Per il momento solo poche marche possono permetterselo. Tutte, però, sono “costrette” alla trasparenza totale.
Nessuna può non dico mentire, ma anche solo essere abilmente persuasiva, giocando sull’ambiguità, sulla reticenza o sull’omissione. Il consumatore, tra i suoi nuovi poteri, ha anche la capacità di scoprirlo subito e di diffondere quasi istantaneamente tale informazione”.
tratto da Advertiser del 6 dicembre 2007
Un nuovo packaging accattivante,sensuale, lussuoso ed ecologico.
8 dicembre 2007 - Packaging
Una confezione contemporanea e trendy, estremamente versatile. L’immagine lussuosa comunica l’idea che il contenuto è di alta qualità favorendo così l’idea di un packaging di cartone per il vino.
Fondamentali sono gli aspetti ecologici: i nuovi contenitori riducono l’ingombro del 90% rispetto alle tradizionali bottiglie di vetro sia durante il trasporto del packaging vuoto (da riempire successivamente), che durante il trasporto verso le fabbriche per il riciclo( riducendo le emissioni di CO2 nell’aria). Inoltre il packaging protegge il vino dai raggi UV preservando la qualità del prodotto.
La filosofia della Franch Rabbit sposa le “3R” del design eco-orientato e della sostenibilità: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.Un nuovo design per un packaging sostenibile ed innovativo che risponde alle problematiche contemporanee in maniera vivace ed ecologica.
Questo è ciò che sostiene l'azienda (vedi su www.frenchrabbit.com), ma ci poniamo alcune domande:
a) Il vino è un prodotto che, per essere percepito come di qualità, deve essere all'interno della bottiglia di vetro
b) il vetro è un materiale con un livello elevato di “ecologia”, se, naturalmente, ne viene ogni volta ritirato il vuoto e sottoposto a riciclo
Nuovo flagship store per Bialetti
6 dicembre 2007 - Franchising
Tags: Franchising, franchising alimentare

Non manca l’alto di gamma con Bialetti Collection che raccoglie le versioni più raffinate nel campo delle caffettiere, degli strumenti da cottura in acciaio e alluminio antiaderente, dei piccoli elettrodomestici e degli accessori coordinati per la cucina e la tavola. Al suo interno anche un angolo degustazione arredato per evocare nel visitatore momenti piacevoli della giornata come, per esempio, la prima colazione, e un angolo caffetteria per ritrovare il gusto della convivialità e della socialità targata made in Italy
Tratto da Mark up
Appena concluso il convegno Popai
5 dicembre 2007 - Eventi e pubblicità
A parlarne è stato Martin Kingdon, presidente di Popai Uk, presentando i risultati ottenuti negli Usa e in Uk nell'ambito della ricerca Mari (Marketing at retail Initiative) sullo Shopper Engagement, condotta in diversi settori del retail. Lo studio è progettato per divenire il metro di misura nei rilevamenti in-store che potranno essere utilizzati in sinergia con i piani di valutazione rivolti ai differenti tipi di media. La ricerca Mari fornisce un'unità di misura uniforme che può essere usata da marchi e agenzie per pianificare efficienti campagne pubblicitarie e, quando sarà applicato ad un numero cospicuo di pdv, darà la possibilità di condurre analisi critiche dei marchi e di stilare veri e propri prospetti delle performance di categoria.
Popai, letteralmente Point of Purchaise Advertising Iternational, aggrega aziende e professionisti coinvolti in via continuativa nelle attività all'interno dei pinti di vendita. Ma è proprio Popai Italia che, da 1995, si è focalizzato sull'evoluzione del ruolo dei punti di vendita e del retail.
Tratto da Mark up del 3 dicembre 2007
Baileys per Natale
4 dicembre 2007 - Packaging

Diageo Italia lancia “Baileys Christmas Pack 2007″. La famosa crema di whiskey ha realizzato un nuovo pack per il Natale 2007. Il risultato è una linea di tre special pack realizzate in latta, dalle diverse cromie a seconda del gusto (Original, Crème Caramel e Mint Chocolate). L'idea creativa evoca atmosfere calde e morbide attraverso l'utilizzo di rilievi e di un attento uso della tecnica di stampa.
P.S. Non andate a cercarla sul sito Internet, perchè, oltre che aprirsi con difficoltà, non troverete il prodotto. Chissà, magari così viene più voglia di comprarselo…



