I vantaggi di dieci anni di sistema Conai
31 gennaio 2008 - Packaging
Nel settore del riciclo, con la crescita registrata negli ultimi dieci anni in Italia, la disponibilità dei materiali riciclati è passata da 21 a 33 milioni di tonnellate, contestualmente la disponibilità di rifiuti di imballaggi è cresciuta dal 14 al 21%, determinando un fatturato complessivo delle aziende impegnate nel settore del riciclo e recupero di 40 miliardi di euro, circa il 3% del PIL. Si calcola che siano 25.000 gli addetti per ogni milione di tonnellata di materiali avviati a riciclo, a confronto dei 1.000 impiegati nella discarica.
Sul fronte della prevenzione, il rafforzamento della responsabilità ambientale nelle aziende, la costante ricerca di vantaggi competitivi, l’affermazione di nuovi stili di vita che prediligono prodotti che rispettano l’ambiente, come evidenziato nelle ricerche presentate da Eurisko e da McKinsey, fanno sì che oggi, a livello industriale, si affermino con più decisione le strategie e le politiche dell’azione ambientale.
“In futuro l’attenzione alle tematiche sulla prevenzione è destinata a crescere” afferma Roberto De Santis, Presidente CONAI “ Sul fronte del riciclo e del recupero infatti siamo già arrivati ad una sorta di tetto massimo. La prospettiva della prevenzione per Conai è rappresentata da Pensare Futuro, in un’ottica allargata, di prevenzione integrata, “dalla culla alla culla”, quindi maggiore riciclabilità negli imballaggi, minore utilizzo di materiali e così via. La stessa Commissione Europea spinge su questo fronte. L’innovazione nel packaging avrà sempre più carattere ambientale e di eco-compatibilità e conseguentemente marketing e ambiente andranno sempre più di pari passo”.
Dieci anni di prevenzione delle imprese sono raccolti nel terzo rapporto, presentato da CONAI in anteprima ad Ecomondo, il “Dossier Prevenzione –10 anni di progetti e soluzioni per imballaggi ecocompatibili”, una rassegna delle buone pratiche ambientali nel packaging. Oltre 500 le azioni di prevenzione presentate, 200 le aziende partecipanti, 215 imballaggi eco-sostenibili analizzati, il Dossier presenta una significativa casistica di imballaggi eco-compatibili presenti sul mercato: obiettivo della pubblicazione è mostrare ciò che fanno le aziende e dare nuovo impulso all’adozione di standard ambientali di riduzione dell’impatto sull’ambiente del packaging. Dieci anni di prevenzione ambientale che da una prima stima valgono 420 milioni di euro di costi socio-ambientali evitati all’intera collettività
Largo consumo novembre 2007
Grande distribuzione, piange il carrello
31 gennaio 2008 - Marketing Alimentare
Volevano mangiarsi il mercato, accaparrarsi la fetta più grossa della spesa degli italiani e fare un sol boccone dei piccoli commercianti, sputando le lische. Per quasi vent'anni ci sono riusciti, perchè il mare era grande e ricco.
E i pesci grossi erano pochi. Ma attirati dai ricchi bottini ne sono arrivati tanti, troppi. E ora che la pesca comincia a scarseggiare rischiano di mangiarsi tra di loro. O di andarsene.
Stiamo parlando della grande distribuzione in Italia, della sua irresistibile ascesa negli ultimi decenni e dei primi segnali della sua crisi negli ultimi anni. In verità, stando ai valori complessivi, il volume delle vendite è sempre in crescita negli ultimi cinque anni. Ma gli indicatori del lento declino ci sono:
- la crescita annua è rallentata: si passa dal 5% nel 2003 al 1,3% nel primo semestre del 2007;
- e soprattutto il saldo positivo è dato dall'espansione della rete di vendita: più centri commerciali significa ovviamente più merce venduta.
- L'aumento dei volumi generato dai nuovi punti vendita passa dal 4,7% del 2003 al 5,3% del primo semestre 2007, ma compensa un calo della rete gia esistente che passa dal 0,3% al -4% nello stesso arco di tempo.
Una torta da dividere sempre di più
.
I grandi si ritirano
I risultati peggiori vengono proprio dagli ipermercati, mentre i piccoli commercianti hanno una lieve ripresa.
Troppo lieve, quest'ultima, per parlare di inversione di tendenza. Ma sufficiente, la prima, a segnare la fine di una crescita che pareva inarrestabile.
Tratto da virgilio.it
Fare business con l'email
30 gennaio 2008 - Marketing del Tempo

Se un’azione di branding mirata a far conoscere un prodotto o una promozione al consumatore finale non ha bisogno di una redemption immediata, nel Btb è il primo passo per la creazione di una rete di nuovi clienti con cui fare affari.
L’evoluzione della quota pubblicitaria di Internet presenta un trend in costante crescita, in Italia con tassi di incremento superiori al 50% nel 2006 cui corrisponde un notevole bacino di utenza: quasi un milione e mezzo di aziende investitrici e potenziali clienti.
Ma quali sono i vantaggi del direct e-mail marketing? L’abbattimento dei tempi di realizzazione della campagna promozionale e quello dei costi; la velocità delle risposte; una redemption mediamente più elevata rispetto ai tradizionali sistemi di direct marketing; la creazione di contatti di elevata qualità.
Largo consumo 24 gennaio 2008
Bialetti investe nella fascia alta del mercato
26 gennaio 2008 - Eventi e pubblicità
Tratto da Mark up
La comunicazione digitale: costruire insieme al consumatore
25 gennaio 2008 - Eventi e pubblicità
Tratto da Pubblicità Italia
Si è aperto il secondo farmers market pugliese
24 gennaio 2008 - Marketing Alimentare

Con un semplice click, attraverso il motore di ricerca “In viaggio per Fattorie e Cantine”, sarà possibile individuare nel proprio comune, provincia o regione, la più ampia gamma di aziende agricole che vendono direttamente, selezionando anche le categorie di prodotto desiderate ed eventualmente anche le specialità garantite da marchio.
Secondamano.it dichiara guerra alle truffe
17 gennaio 2008 - Free and Low Cost

Maggiori info su secondamano.it
Gratuita, globale e personalizzabile. La web Tv batterà la concorrenza?
15 gennaio 2008 - Free and Low Cost
Dopo gli albori e le pionieristiche forme di monetizzazione tramite abbonamenti o micro pagamenti, oggi sembra affermarsi con maggior vigore un business model gratuito, finanziato dalle risorse pubblicitarie. La web tv vera e propria, intesa come video streaming o palinsesto organizzato fruibile con l’ausilio di un comune riproduttore media, non può prescindere, in questa fase di sviluppo del mercato, dall’offerta di contenuti gratuiti per gli utenti. Le enormi audience che si stanno raccogliendo intorno ai siti di condivisione video o di social networking, infatti, sono sempre meno composte esclusivamente di giovanissimi ed iniziano, quindi, ad erodere con maggior forza il pubblico della televisione tradizionale.
Questi “nuovi” spettatori, alla ricerca di contenuti innovativi, di format moderni (più brevi ed interattivi) e sempre meno disposti a cedere l’organizzazione del palinsesto al broadcaster, sono ormai ampiamente sufficienti per ripagare gli investimenti degli inserzionisti sul web. In questo senso, la costante crescita dell’advertising online, a scapito di quello sulla tv tradizionale, testimonia la crescente attenzione riservata alla vasta audience presente sul web, ancora più significativa se valutata in ottica futura.
Basti pensare che nel terzo trimestre del 2007, Google Uk ha superato l’emittente commerciale Itv1, leader nella raccolta pubblicitaria televisiva nel Regno Unito (455 mln Vs 441 mln €). Se per la web tv va affermandosi, dunque, un modello di business gratuito simile a quello della tv tradizionale, l’Iptv dimostra, invece, l’adattabilità dei modelli pay alle nuove piattaforme. Gestita da un operatore di telecomunicazioni che controlla tutta la filiera distributiva, l’Iptv riproduce fedelmente i business model degli operatori cavo/satellitari, con offerte all’utente che comprendono sia un bouquet base che successivi livelli “premium”, offrendo anche contenuti on demand (ed anche InfostradaTv, che attualmente non permette il vod, dovrà adeguarsi).
L’Iptv è però ancora percepito dalle telco come parte integrante di un’offerta triple play, e raramente è offerta autonomamente (come di recente ha cominciato ad operare Fastweb). Si può ipotizzare, tuttavia, che la costante crescita degli abbonamenti ai servizi di Iptv consentirà, in futuro, un’offerta parzialmente gratuita; ciò avverrà quando anche su questa piattaforma sarà raggiunta una massa “critica” di utenti tale da interessare gli inserzionisti. E già si cominciano ad intravedere spiragli in questo senso, come avviene in Irlanda per l’operatore Magnet Networks, che finanzia il proprio video on demand tramite le entrate pubblicitarie.
La televisione online – o tramite rete Ip – riproduce, in sostanza, i business model già attuati dalle piattaforme tradizionali di riferimento (il free to air per la web tv, ed il cavo ed il satellite per l’Iptv) integrandoli, tuttavia, con le maggiori opportunità concesse dal web.
Il reale valore di Internet è la possibilità di un’offerta di contenuti virtualmente infinita e, soprattutto, personalizzabile dall’utente finale secondo le proprie esigenze.
Tratto da advertiser.it
Elgon si affida a Treebrand per il lancio della linea Primaria
14 gennaio 2008 - Packaging



