I vantaggi di dieci anni di sistema Conai

31 gennaio 2008 - Packaging

5 dicembre: Dieci anni portati bene: CONAI presenta ad Ecomondo i risultati dell’attività di prevenzione, di recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggio avviata nel 1997 con l’istituzione del sistema CONAI – Consorzi di filiera.
Sono ad oggi quantificabili in 4 miliardi di euro e 40 milioni di tonnellate di CO2 non emesse i benefici apportati al sistema Paese, a fronte di 8.000.000 di tonnellate di imballaggi recuperati pari al 66% dell’immesso al consumo. Costi evitati di smaltimento in discarica, emissioni risparmiate, valore della materia prima seconda generata dalle attività di riciclo, indotto occupazionale innescato dall’attività consortile: sono questi alcuni dei fattori che hanno permesso un primo calcolo dei vantaggi dell’ “aver fatto”, presentanti nel convegno di apertura di Ecomondo “Prevenzione e sostenibilità: la risposta dell’industria”.
Nel settore del riciclo, con la crescita registrata negli ultimi dieci anni in Italia, la disponibilità dei materiali riciclati è passata da 21 a 33 milioni di tonnellate, contestualmente la disponibilità di rifiuti di imballaggi è cresciuta dal 14 al 21%, determinando un fatturato complessivo delle aziende impegnate nel settore del riciclo e recupero di 40 miliardi di euro, circa il 3% del PIL. Si calcola che siano 25.000 gli addetti per ogni milione di tonnellata di materiali avviati a riciclo, a confronto dei 1.000 impiegati nella discarica.
Sul fronte della prevenzione, il rafforzamento della responsabilità ambientale nelle aziende, la costante ricerca di vantaggi competitivi, l’affermazione di nuovi stili di vita che prediligono prodotti che rispettano l’ambiente, come evidenziato nelle ricerche presentate da Eurisko e da McKinsey, fanno sì che oggi, a livello industriale, si affermino con più decisione le strategie e le politiche dell’azione ambientale.
“In futuro l’attenzione alle tematiche sulla prevenzione è destinata a crescere” afferma Roberto De Santis, Presidente CONAI “ Sul fronte del riciclo e del recupero infatti siamo già arrivati ad una sorta di tetto massimo. La prospettiva della prevenzione per Conai è rappresentata da Pensare Futuro, in un’ottica allargata, di prevenzione integrata, “dalla culla alla culla”, quindi maggiore riciclabilità negli imballaggi, minore utilizzo di materiali e così via. La stessa Commissione Europea spinge su questo fronte. L’innovazione nel packaging avrà sempre più carattere ambientale e di eco-compatibilità e conseguentemente marketing e ambiente andranno sempre più di pari passo”.
Dieci anni di prevenzione delle imprese sono raccolti nel terzo rapporto, presentato da CONAI in anteprima ad Ecomondo, il “Dossier Prevenzione –10 anni di progetti e soluzioni per imballaggi ecocompatibili”, una rassegna delle buone pratiche ambientali nel packaging. Oltre 500 le azioni di prevenzione presentate, 200 le aziende partecipanti, 215 imballaggi eco-sostenibili analizzati, il Dossier presenta una significativa casistica di imballaggi eco-compatibili presenti sul mercato: obiettivo della pubblicazione è mostrare ciò che fanno le aziende e dare nuovo impulso all’adozione di standard ambientali di riduzione dell’impatto sull’ambiente del packaging. Dieci anni di prevenzione ambientale che da una prima stima valgono 420 milioni di euro di costi socio-ambientali evitati all’intera collettività

Largo consumo novembre 2007

Grande distribuzione, piange il carrello

31 gennaio 2008 - Marketing Alimentare

Il mercato è saturo e gli utili sono in calo. Gli ipermercati cominciano a chiudere. Parte la riscossa dei piccoli commercianti?

Volevano mangiarsi il mercato, accaparrarsi la fetta più grossa della spesa degli italiani e fare un sol boccone dei piccoli commercianti, sputando le lische. Per quasi vent'anni ci sono riusciti, perchè il mare era grande e ricco.
E i pesci grossi erano pochi. Ma attirati dai ricchi bottini ne sono arrivati tanti, troppi. E ora che la pesca comincia a scarseggiare rischiano di mangiarsi tra di loro. O di andarsene.

Stiamo parlando della grande distribuzione in Italia, della sua irresistibile ascesa negli ultimi decenni e dei primi segnali della sua crisi negli ultimi anni. In verità, stando ai valori complessivi, il volume delle vendite è sempre in crescita negli ultimi cinque anni. Ma gli indicatori del lento declino ci sono:

- la crescita annua è rallentata: si passa dal 5% nel 2003 al 1,3% nel primo semestre del 2007;

- e soprattutto il saldo positivo è dato dall'espansione della rete di vendita: più centri commerciali significa ovviamente più merce venduta.

- L'aumento dei volumi generato dai nuovi punti vendita passa dal 4,7% del 2003 al 5,3% del primo semestre 2007, ma compensa un calo della rete gia esistente che passa dal 0,3% al -4% nello stesso arco di tempo.

Una torta da dividere sempre di più

I numeri vengono dal Centro studi di Unioncamere, che conferma anche la generale contrazione dei consumi in corso. Anche qui dati che all'apparenza possono sembrare contraddittori: nel primo semestre dell'anno scorso il fatturato della grande distribuzione è cresciuto. Ma ciò è dovuto più all'aumento dei prezzi ( 1,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) che all'aumento delle vendite ( 1,3%). E con la domanda in contrazione i prezzi non potranno crescere ancora molto.
Il futuro non appare roseo anche perché il territorio riesce sempre meno ad “assorbire” nuovi centri commerciali, quindi a compensare con nuove aree di espansione geografica la perdita dei volumi dei punti vendita già esistenti. Albino Russo, responsabile dell%u2019ufficio studi di Ancc-Coop, intervistato del mensile Valori, conferma che la crescita continua è ormai un ricordo: “non solo perché in alcune aree del Paese ha raggiunto i suoi livelli massimi, ma anche perché se le superfici di vendita aumentano e la torta rimane la stessa, le fette da dividersi diventano sempre più piccole”

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I grandi si ritirano

E' così che molti colossi della grande distribuzione cominciano a ritirarsi dal mercato. Carrefour – il gruppo francese della grande distribuzione secondo su scala mondiale dopo l'americana Wal-Mart – ha annunciato lo scorso ottobre la chiusura di 11 punti vendita nel Sud Italia. Il motivo è semplice: non ha senso fare continui e importanti investimenti commerciali per stare in un mercato che sta raggiungendo o è gia arrivato alla saturazione. Meglio ripiegare su aree più vergini e allettanti come i paesi emergenti. E magari approfittare delle agevolazioni offerte nel Mezzogiorno per sviluppare piattaforme logistiche nazionali.

I risultati peggiori vengono proprio dagli ipermercati, mentre i piccoli commercianti hanno una lieve ripresa.
Troppo lieve, quest'ultima, per parlare di inversione di tendenza. Ma sufficiente, la prima, a segnare la fine di una crescita che pareva inarrestabile.

Tratto da virgilio.it

Fare business con l'email

30 gennaio 2008 - Marketing del Tempo

Direct marketing: per le campagne B2b le aziende ricorrono sempre di più all’e-mail. La comunicazione in Rete cresce con tassi superiori al 50% nel 2006.
Se un’azione di branding mirata a far conoscere un prodotto o una promozione al consumatore finale non ha bisogno di una redemption immediata, nel Btb è il primo passo per la creazione di una rete di nuovi clienti con cui fare affari.
Lo stesso marketing diretto – che secondo una recente ricerca potrebbe crescere quest’anno di 2,3 punti percentuali ed arrivare a un +2,6% nel 2008 – è in evoluzione: la comunicazione via e-mail sta soppiantando quella tradizionale via posta, via fax e via telefono.
L’evoluzione della quota pubblicitaria di Internet presenta un trend in costante crescita, in Italia con tassi di incremento superiori al 50% nel 2006 cui corrisponde un notevole bacino di utenza: quasi un milione e mezzo di aziende investitrici e potenziali clienti.
Ma quali sono i vantaggi del direct e-mail marketing? L’abbattimento dei tempi di realizzazione della campagna promozionale e quello dei costi; la velocità delle risposte; una redemption mediamente più elevata rispetto ai tradizionali sistemi di direct marketing; la creazione di contatti di elevata qualità.

Largo consumo 24 gennaio 2008

Bialetti investe nella fascia alta del mercato

26 gennaio 2008 - Eventi e pubblicità

Con l’acquisizione al 100% di Rff, parte Bialetti Store, una nuova società dedicata all’attività di vendita retail e outlet che rafforza la strategia di vendita diretta dell'azienda di Coccaglio. Sono otto i punti di vendita specializzati a marchio proprio che Bialetti ha aperto nel 2007. Una strategia finalizzata a posizionare il marchio nella fascia alta del mercato e che coglie i paradigmi ultimi circa il made in Italy e la sua interpretazione nei mercati moderni e competitivi. Rff Store Srl è una società operante nella gestione dei punti di vendita di prodotti del gruppo Bialetti all’interno di 9 outlet e con l’acquisizione ha ottenuto il conferimento del ramo di azienda correlato all’attività di vendita al dettaglio con il nome di Bialetti Store srl.

Tratto da Mark up

La comunicazione digitale: costruire insieme al consumatore

25 gennaio 2008 - Eventi e pubblicità

Di fronte al cambiamento imposto dalle nuove tecnologie, c’è bisogno di un deciso salto di mentalità da parte degli operatori”. Nelle parole di Nicola Tanzini, ceo della search marketing agency InTarget, è racchiuso il senso della sesta Giornata della comunicazione d’impresa, tenutasi ieri a Milano presso la sede di Assolombarda.
Quattro ore di dibattito alla presenza di un pubblico variegato – imprese, esperti di new media, pubblicitari – riunitosi per discutere di comunicazione digitale e dei nuovi paradigmi che essa impone. Filo conduttore dei vari interventi è stata la centralità del consumatore, trasformatosi da soggetto passivo a vero e proprio stakeholder delle aziende, in grado di modificare strategie di vendita e marketing. Da ciò deriva la necessità per imprese e comunicatori di saper elaborare progetti mirati e più attenti ai linguaggi dei new media, specie ora che la fetta di investimenti destinati alle piattaforme digitali sta facendo registrare una crescita imponente. I target sono sempre più sfuggenti, i rapporti sociali e di scambio sono mutati radicalmente: uno scenario da molti interpretato come sfavorevole, ma che al contempo porta con sé nuove soluzioni. “Davanti alla frammentazione dell’audience – ha detto Valerio di Natale, presidente della Commissione Upa per i rapporti con i mezzi – i new media sono più efficaci e autorevoli di quelli generalisti, perché consentono la copertura di aree altrimenti irraggiungibili. E’ fondamentale però usare gli strumenti corretti per centrare il proprio target”. E proprio di strumenti si è parlato nella seconda e terza parte della conferenza. Search advertising, brand reputation e mobile advertising sono solo alcune delle strade per intercettare un pubblico diviso, eppure sempre più attento ai valori del brand e all’interazione collettiva. Interrotto il monologo con cui le aziende per anni hanno parlato al cliente, ora sembra giunto il momento in cui il messaggio pubblicitario viene costruito assieme. A dimostrarlo, alcune case history di successo, tra cui la campagna crossmediale Tic Tac Ferrero (radio, tv e community online) e il video promozionale di Randstad Italia.

Tratto da Pubblicità Italia

Si è aperto il secondo farmers market pugliese

24 gennaio 2008 - Marketing Alimentare

Dopo Taranto, Bari con le “Masserie Amiche”, in Via Cardassi 33. Ricco il paniere di prodotti in vendita, dalla verdura fresca ai sottoli, dalla frutta ai formaggi e al latte, dall'olio extravergine di oliva al vino. Intanto è attivo il portale www.campagnamica.it, la prima mappa on line di fattorie e cantine, su cui è possibile fare la spesa con il miglior rapporto tra prezzi e qualità.
Sono già 1.420 le imprese agricole, agrituristiche e le cantine della Puglia presenti sul portale ad accesso libero che consentirà risparmi “doc” negli acquisti per cenoni e regali enogastronomici rispettosi della tradizione.

Con un semplice click, attraverso il motore di ricerca “In viaggio per Fattorie e Cantine”, sarà possibile individuare nel proprio comune, provincia o regione, la più ampia gamma di aziende agricole che vendono direttamente, selezionando anche le categorie di prodotto desiderate ed eventualmente anche le specialità garantite da marchio.

Secondamano.it dichiara guerra alle truffe

17 gennaio 2008 - Free and Low Cost

Secondamano.it dice stop alle truffe e annuncia il lancio di un'iniziativa volta alla protezione dei propri utenti contro gli “annunci-civetta”. È online sul sito una Guida alla Sicurezza, accessibile all'indirizzo www.secondamano.it/iad/security. La guida riporta consigli su come proteggersi da coloro che utilizzano i servizi di Secondamano per attività illecite, oltre a esempi di potenziali truffe celate sotto annunci e consigli pratici per condurre efficacemente una trattativa.
“La decisione di inserire sul sito una “Guida alla Sicurezza” nasce con l'intento di aiutare i nostri utenti a realizzare le transazioni con maggior tranquillità, afferma Enrico Mangiarotti, Direttore Online Business Unit per l'Italia di Schibsted Classified Media. Anche se tutti i processi di compravendita sono comunque di responsabilità esclusiva del compratore e del venditore e la nostra azienda non interviene in alcun modo nelle transazioni, non vogliamo chiamarci fuori; per questo abbiamo avviato una battaglia esplicita nei confronti dei malfattori e a tutela dei nostri utenti. Per la natura stessa del problema, riteniamo che questo sia un tema da affrontare in modo unitario insieme ad altri operatori del settore (anche siti nostri competitor), alle associazioni di tutela del consumatore o a chiunque altro operi in questa direzione. Ci attiveremo, quindi, per costituire un Comitato di controllo assieme ad altre entità esterne all'Azienda ma unite a noi in questa importante battaglia”.

Maggiori info su secondamano.it

Gratuita, globale e personalizzabile. La web Tv batterà la concorrenza?

15 gennaio 2008 - Free and Low Cost

Nel mondo della comunicazione emergono quotidianamente nuove tendenze e nuovi scenari si sviluppano soprattutto intorno ai nuovi media.In occasione del V Summit sull’Industria della Comunicazione organizzato dalla Fondazione Rosselli il 12 dicembre scorso, Guido Tundis ricercatore dello Iem – Istituto di Economia dei Media – ha presentato lo studio “Web Tv, Mobile, Iptv: le nuove televisioni e la creazione di valore”.

La televisione online assume forme sempre più simili a quelle della sorella maggiore. Ma ha un grande vantaggio: è personalizzabile e globale. Il panorama dei contenuti audiovisivi in Rete comincia a delineare il proprio modello di business.

Dopo gli albori e le pionieristiche forme di monetizzazione tramite abbonamenti o micro pagamenti, oggi sembra affermarsi con maggior vigore un business model gratuito, finanziato dalle risorse pubblicitarie. La web tv vera e propria, intesa come video streaming o palinsesto organizzato fruibile con l’ausilio di un comune riproduttore media, non può prescindere, in questa fase di sviluppo del mercato, dall’offerta di contenuti gratuiti per gli utenti. Le enormi audience che si stanno raccogliendo intorno ai siti di condivisione video o di social networking, infatti, sono sempre meno composte esclusivamente di giovanissimi ed iniziano, quindi, ad erodere con maggior forza il pubblico della televisione tradizionale.

Questi “nuovi” spettatori, alla ricerca di contenuti innovativi, di format moderni (più brevi ed interattivi) e sempre meno disposti a cedere l’organizzazione del palinsesto al broadcaster, sono ormai ampiamente sufficienti per ripagare gli investimenti degli inserzionisti sul web. In questo senso, la costante crescita dell’advertising online, a scapito di quello sulla tv tradizionale, testimonia la crescente attenzione riservata alla vasta audience presente sul web, ancora più significativa se valutata in ottica futura.

Basti pensare che nel terzo trimestre del 2007, Google Uk ha superato l’emittente commerciale Itv1, leader nella raccolta pubblicitaria televisiva nel Regno Unito (455 mln Vs 441 mln €). Se per la web tv va affermandosi, dunque, un modello di business gratuito simile a quello della tv tradizionale, l’Iptv dimostra, invece, l’adattabilità dei modelli pay alle nuove piattaforme. Gestita da un operatore di telecomunicazioni che controlla tutta la filiera distributiva, l’Iptv riproduce fedelmente i business model degli operatori cavo/satellitari, con offerte all’utente che comprendono sia un bouquet base che successivi livelli “premium”, offrendo anche contenuti on demand (ed anche InfostradaTv, che attualmente non permette il vod, dovrà adeguarsi).

L’Iptv è però ancora percepito dalle telco come parte integrante di un’offerta triple play, e raramente è offerta autonomamente (come di recente ha cominciato ad operare Fastweb). Si può ipotizzare, tuttavia, che la costante crescita degli abbonamenti ai servizi di Iptv consentirà, in futuro, un’offerta parzialmente gratuita; ciò avverrà quando anche su questa piattaforma sarà raggiunta una massa “critica” di utenti tale da interessare gli inserzionisti. E già si cominciano ad intravedere spiragli in questo senso, come avviene in Irlanda per l’operatore Magnet Networks, che finanzia il proprio video on demand tramite le entrate pubblicitarie.

La televisione online – o tramite rete Ip – riproduce, in sostanza, i business model già attuati dalle piattaforme tradizionali di riferimento (il free to air per la web tv, ed il cavo ed il satellite per l’Iptv) integrandoli, tuttavia, con le maggiori opportunità concesse dal web.

Il reale valore di Internet è la possibilità di un’offerta di contenuti virtualmente infinita e, soprattutto, personalizzabile dall’utente finale secondo le proprie esigenze.

Tratto da advertiser.it

Elgon si affida a Treebrand per il lancio della linea Primaria

14 gennaio 2008 - Packaging

Per Elgon, azienda italiana specializzata in cosmesi per la salute e la bellezza dei capelli, Treebrand, unit di Industree Group, in vista del lancio sul mercato consumer americano, ha curato lo studio del posizionamento e la grafica di Primaria. Treebrand ha studiato il nuovo labelling dei pack: prevalgono i colori decisi e differenziati, in posizione centrale, nell’ottica di favorire già a colpo d’occhio l’individuazione della funzione di prodotto.

La particolare texture – un’alga Klamath stilizzata, mossa dal fluire dell’acqua – veicola in modo semplice la naturalità della redoxina, principio attivo con azione anti-age. Lo stesso elemento decorativo si presta volutamente ad essere interpretato anche come una ciocca di capelli ricci, facilitando così l’associazione del prodotto con la cura del sé.


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