Dio non guarda l'orologio!
29 novembre 2008 - Marketing del Tempo
Interviste tratte da blogonomy.it
Giuliano Zuccoli, presidente A2A
«Amici semper». C'è la scritta di Cicerone su uno dei suoi orologi più cari: un Rolex da tasca regalatogli da alcuni colleghi anni fa. Un attestato di stima. «Quello che porto al polso, invece, è un Patek Philippe, regalo di mia moglie. Tra i ricordi più cari, infine, un Bulova Accutron: l'ho acquistato negli anni Sessanta, con i primi stipendi, per regalarlo a mio padre. Ne rimase sorpreso e commosso e lo custodì fino alla fine». Papà Zuccoli, professore di matematica, prima di morire, glielo restituì dicendo: «Ricordati che il tempo è l'unica entità a somma algebrica sempre positiva: per quanti segni meno ci metti davanti, non torna mai indietro». Purtroppo.
Massimo Doris, a.d. di Banca Mediolanum
Nella scelta degli orologi predilige oggetti originali, non necessariamente di gran marca. Tanto da affidarsi, il più delle volte, alle creazioni di un amico gioielliere: Giorgio Grimoldi, 39 anni, erede di una famiglia di famosi orologiai di Milano. Massimo Doris, figlio di Ennio, fondatore del gruppo Mediolanum, confessa: «Più che gli orologi, a preoccuparmi è il tempo o, meglio, la mancanza di tempo. Ci vorrebbero giornate di 48 ore e anche più». «Anche nei momenti di lavoro maggiore, però, la famiglia resta la priorità» aggiunge Doris, grande appassionato di sport alpini e ciclismo. «Peccato che spesso mi vedo costretto a trascurare gli hobby». Per mancanza di tempo, appunto.
Massimo Carraro a.d. di Morellato & Sector
Aveva nove anni quando, il giorno della cresima, uno zio che gli era particolarmente affezionato gli regalò un Philip Watch: fu il suo ingresso nell'adolescenza. Quasi 40 anni dopo, nel 2006, Carraro ha acquisito proprio quel marchio svizzero. « Non è stato preordinato, ma è stata comunque una coincidenza felice» confessa. Anche perché Carraro quell'orologio lo conserva ancora. Gelosamente. E, nonostante non si consideri un collezionista, dice di avere parecchi orologi, dei brand più diversi. «Sono solito portare quelli che produco». Vale a dire Chronostar e, in licenza, John Galliano, Roberto Cavalli timewear, Just Cavalli, Miss Sixty e Pirelli PZero tempo. Sarà per questo che, a differenza della stragrande maggioranza dei capi azienda, dichiara di avere un rapporto meraviglioso con il tempo. «L'orologio è una delle grandi manifestazioni di civiltà e di cultura dell'uomo».
Vincenzo Onorato presidente di Mascalzone Latino
«Dovremmo ricordarci che siamo su questa terra per poco e avere un profondo rispetto per il tempo». Filosofia partenopea firmata Vincenzo Onorato, imprenditore di successo e grande velista. «Sportivi e imprenditori hanno un rapporto stressante con il tempo, ma con gli anni ho imparato a evitare le commistioni fra lavoro e famiglia. A casa stacco il telefono e dimentico il business». In mare, non usa orologi né cronometri. Sulla terraferma, ha un solo grande amore chiamato Rolex Air king. «Mi piace perché non ha nessuna funzione tranne l'ora. Ed è un compagno tanto fedele che mi sono dimenticato persino di quando io l'abbia comprato. Ce l'ho da sempre».
Stephen Winkelmann a.d. di Lamborghini automobili
Lamborghini è sinonimo di velocità. Ma per Stephen Winkelmann, significa anche altro. «Un'agenda fitta» dice «in cui la puntualità è essenziale. Con un'aggravante. Che gestendo un business internazionale, per me gli spostamenti internazionali sono all'ordine del giorno: e, in pratica, vivo in un perenne jet lag. Gli orologi mi piacciono, sono gli unici veri gioielli da uomo» dice. «Il mio preferito è un Rolex Daytona in acciaio, che trovo adatto a tutte le occasioni».
Roberto Colletto, a.d. di Piscine Castiglione
È un manager in perenne corsa contro il tempo, soprattutto dopo che la sua azienda ha fornito la vasca per le gare di pallanuoto alle Olimpiadi di Pechino. E poi c'è la sua passione per il podismo. «Praticando la maratona devo seguire un allenamento molto intenso». In materia di orologi l'estetica e il gusto si piegano a esigenze di praticità. «Uso poco i miei modelli preferiti, un Montblanc e un Rolex. Se viaggio e devo allenarmi scelgo uno Swatch. Oppure, cronometri con cardiofrequenzimetro Polar e Garmin».
Francesco Claudio Averna, presidente di Pernigotti
Per questo siciliano di 54 anni il tempo non è un'ossessione, a patto che si sappia scegliere che cosa fare, quando farlo, e stabilire le giuste priorità. «C'è una bella dose di stress» dice «quando il lavoro ci costringe a decidere in tempi rapidi». Ma c'è anche un tempo da amare, quello degli orologi domestici d'epoca e dei modelli da polso. «Fra Rolex, Tag Heuer, Gerard Perregaux, Vacheron Constantin, Baume&Mercier, ne possiedo più di 20, ma l'Omega Constellation che appartenne a mio padre è sempre il più prezioso».
Barbara Falcomer, a.d. di Montblanc
Il suo segnatempo preferito è un Jaeger LeCoutre Reverso con il movimento meccanico e la ricarica manuale. A regalarglielo è stato suo padre in occasione del primo esame universitario. Barbara Falcomer, nonostante sia solita indossare un Timewalker, dice che fu quel dono a darle la soddisfazione maggiore: «Segnava l'inizio di un percorso formativo importante».
ADOC e ConfCommercio: un Natale dalle previsioni contrastanti.
28 novembre 2008 - Marketing del Tempo

Di seguito riportiamo le due opinioni, l'una (ADOC) focalizzata sull'aumento dei prezzi; l'altra (ConfCommercio) sulla previsione di un “non crollo dei consumi”, che dovrebbero rimanere, nonostante la crisi, agli stessi livelli di anno scorso.
ADOC
Manca meno di un mese all'inizio delle feste di Natale che, secondo l'Adoc, si preannunciano più dispendiose rispetto all'anno passato, soprattutto per quanto riguarda i cenoni e la spesa alimentare.
“Prevediamo un incremento della spesa del 4,4% per i prodotti alimentari – commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc – per un totale di 155 euro a famiglia per un singolo cenone. E' il Natale della nuova recessione, registriamo un vistoso crollo dei consumi, il calo degli acquisti in questo settore lo stimiamo pari al 3%. I prezzi elevati costringeranno una famiglia su tre a rinunciare al cenone, rivedendo drasticamente il menù casalingo e magari trasformandolo in un “cenino”, preferendo la qualità alla quantità. Tra i prodotti che hanno subito gli aumenti più eclatanti troviamo i clementini, in rialzo del 35% rispetto all'anno passato, la pasta (+26%), il pandoro (+15%), la frutta secca come le noci (+18,3%) e i datteri (+14,2%), e il baccalà (+14,2%). Si faranno sentire anche sul Natale, quindi, i rincari autunnali, che costringeranno le famiglie a stringere la cinghia per sostenere tutte le spese. E, in alcuni casi, non basterà neanche l'apporto della tredicesima, che per l'85% sarà dedicata a coprire le spese ordinarie. Un salasso per le famiglie, che praticamente l'hanno già spesa prima di incassarla e che oggi più che mai fanno affidamento sul surplus di stipendio per fronteggiare la crisi. Un surplus che riteniamo debba essere detassato, in modo da fornire un minimo ritorno economico. E sulle tavole si vedranno sempre meno i prodotti di lusso come caviale e champagne. Natale non è più tempo di spese folli e grandi libagioni. Sarà magro, freddo e lowcost.”
Secondo l'Adoc ci sarà un forte calo della presenza di avventori nei ristoranti, in media del 25%.
“Mangiando fuori casa, una famiglia di 4 persone spenderebbe circa 280 euro, pagando in media 70 euro a persona – prosegue Pileri – una cifra al di là delle possibilità di molte famiglie che, pur volendo, non potrebbero sostenere una spesa simile, soprattutto considerando che con circa la metà si può cenare senza farsi mancare nulla, e va bene anche per una tavolata di 8 persone. E' quindi naturale che a Natale e a Capodanno molte persone rimarranno tra le mura domestiche”.
Infine l'Adoc traccia il quadro dei locali dove si effettueranno gli acquisti per i cenoni.
“Il 32% dei consumatori sceglierà il centro commerciale per fare acquisti – conclude Pileri – ma il 22% sceglierà il discount, unico a dare la possibilità alle famiglie di soddisfare le proprie esigenze alimentari senza rimetterci lo stipendio. Per chi volesse invece acquistare prodotti tipici, come i cestini, direttamente online (4%) consigliamo di appurare che il sito sia verificato e di preferire l'acquisto delle marche più note. Inoltre bisogna stare attenti alla scadenze indicate e occhio alle confezioni con prodotti di seconda scelta, magari mascherati dalla presenza di un prodotto “civetta”, di prima qualità, che può ingannare il consumatore e portarlo all'acquisto di un insieme di alimenti di valore inferiore a quello pagato”.
ConfCommercio
Confcommercio ha presentato alla stampa le previsioni sulle tredicesime e sui consumi di Natale. Il presidente Sangalli ha sottolineato che quest’anno “nonostante l’aria di crisi e le evidenti difficoltà non ci sarà un crollo dei consumi”. “Ciò è dovuto – ha precisato il presidente – a tre motivi: la consueta ritualità degli acquisti, una quota della tredicesima che viene destinata alle spese e infine il fatto che la distribuzione vende un prodotto su tre attraverso promozioni e offerte”. Sangalli è poi tornato a parlare della detassazione delle tredicesime: “speriamo che si possa vincere questa partita magri in zona Cesarini –ha detto- visto che siamo a poche ore dal Consiglio dei ministri (domani N.d.R) che dovrà fissare i termini delle misure anticrisi”.
Noi continuiamo a pensare che questo sia un sistema efficace ed efficiente per dare fiducia alle famiglie e una scossa alla domanda interna”. Infine, il presidente di Confcommercio ha espresso un parere positivo sull’iniziativa della Social Card messa in campo dal governo: “E’ un passo importante – ha concluso Sangalli- soprattutto per le famiglie più povere ma non è una misura risolutiva in senso generale”.
L’analisi “tecnica” dell’andamento dei consumi di Natale è stata fatta dal direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella. Secondo Bella, “i consumi aumenteranno di un timido 1,1% che però in termini reali, cioè depurati dal tasso di inflazione, segneranno un -1/-1,5%.
Complessivamente si spenderanno poco più di 8 miliardi (7,9 l'anno scorso)”. “Questo – ha spiegato Bella – è dovuto anche alla maggiore quota di tredicesima risparmiata che verrà accantonata in queste prossime feste natalizie. Verrà risparmiato infatti l’11,5% delle tredicesime, equivalente a 9,6 miliardi di euro, rispetto agli 8,6 dello scorso anno”. In totale dei 36,6 miliardi di euro di tredicesime nette disponibili, circa 27 miliardi verranno destinate ai consumi (+3,6% in termini monetari), mentre 18,9 miliardi (+4,7%), verranno destinate alle spese fuori dal dettaglio, di cui 9,4 miliardi in spese come alberghi, bar, ristoranti, telefonia e giochi e 9,5 miliardi in spese come gestione di automobili, riparazioni varie, affitti, luce, acqua, gas, carburanti, assicurazioni. Considerando la spesa di dicembre, Confcommercio stima che in termini monetari nel comparto alimentare verrà registrata una crescita della spesa dell'1,8% con 3 miliardi di euro, mentre tra i non alimentari la crescita maggiore dovrebbe essere registrata nell'utensileria della casa e della ferramenta con un +3,7%. Sempre tra i non alimentari, la fetta più consistente delle tredicesime dovrebbe essere spesa nel settore dell'abbigliamento con 1,2 miliardi di euro (+1%).
Il brand come elemento di differenziazione nella giungla del mercato!
26 novembre 2008 - Libri Marketing e Comunicazione

Per acquistare on line www.hoepli.it
P I O M B O: Highlands Style
24 novembre 2008 - Scenari di mercato
Suo nonno importava tessuti e suo padre pure. E a lui, Massimo Piombo, hanno trasmesso quell'amore per la moda che nasce dal profondo, da una passione tutta fisica, come ama dire lui, per le stoffe e i tessuti pregiati senza i quali non potrebbero nascere capi altrettanto preziosi. Poi, un viaggio nelle Highlands scozzesi fa scattare la scintilla.
“Ho visitato piccole località, nel nord della Scozia, dove ogni casa era una piccola azienda agricola e in qualche caso lo è ancora oggi. Allevano pecore e lavorano la lana, tutto nel loro microcosmo”.
È così che Piombo capisce di dover lasciare tutto (faceva il «cacciatore di tendenze» per conto di grandi case di moda) per aprire un'azienda tutta sua, diventare insomma creatore di moda e imprenditore al tempo stesso.
Nel 1989 fonda la Piombo nella sua città, Varazze, in provincia di Savona, e si specializza in abbigliamento sartoriale maschile. I tessuti sono cachemire, lane e shetland che arrivano proprio dalle fattorie scozzesi di cui l'imprenditore si era innamorato. «In questo modo possiamo garantire massima qualità, ma anche dare una mano a quei piccoli agricoltori che rischiavano di non avere più sbocchi».
L'istinto gli ha dato ragione: nonostante la congiuntura economica negativa e la politica di acquisizioni che Piombo continua a perseguire anche in questi mesi, nel bilancio della società c'è sempre il segno più. Anche il giro d'affari del 2008 crescerà di almeno il 20% rispetto al 2007, quando si era attestato sui 12 milioni di euro. «Ora che ci stiamo assestando sotto il profilo produttivo, è arrivato il momento di dedicarci al nostro nuovo piano retail» continua Piombo.
Il progetto prevede l'aumento dei monomarca, che oggi sono due, a Milano e a Portofino. Entro il 2010 se ne aggiungeranno altri tre: il designer non si sbilancia sulle località, ma potrebbero essere una città italiana e due straniere, come Parigi e New York. «È un piano slow, cioè lento, perché non ci interessa la quantità, ma la qualità» dice Piombo.
Il progetto retail della società ligure prevede il potenziamento anche dei negozi multimarca. Dai 130 attuali sparsi in tutto il mondo (di cui 30 in Italia) Piombo intende arrivare a 150 entro il 2010. Le aperture si concentreranno in Europa, Stati Uniti e Giappone, «ma non trascureremo l'Italia perché per noi è in continua crescita» continua l'imprenditore ligure.
Piombo però sta pensando anche all'ampliamento della gamma prodotti. «L'obiettivo è aumentare il comparto degli accessori. E punteremo innanzitutto sulle borse» conclude l'imprenditore.
tratto da blogonomy.it
N&W Global Vending: inaugurazione nuova sede in Italia.
22 novembre 2008 - Marketing del Tempo

N&W: il marchio di riferimento internazionale nell'industria del vending
Strutturata per coprire l'intero ciclo che va dalla progettazione, allo sviluppo, alla produzione e alla distribuzione di ogni macchina distributrice, grazie ad una lunga esperienza e a un patrimonio di risorse umane estremamente specializzato, N&W Global Vending ha stabilimenti produttivi in Italia (a Valbrembo e Mozzo, in provincia di Bergamo) e Danimarca (Odense).
Presente con uffici commerciali in Argentina, Austria, Brasile, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e UK, opera in più di 80 Paesi nel mondo attraverso un network di dealers selezionati.
L'innovazione di prodotto è uno degli elementi caratterizzanti N&W Global Vending: ogni anno viene investito circa il 4% del fatturato in Ricerca e Sviluppo e sono oltre 100 i tecnici specializzati che lavorano nei centri di R&S del gruppo posti nei quattro continenti per incontrare la domanda dei mercati locali ed assicurare, attraverso un impegno nell'eccellenza tecnologica, i più elevati standards in convenienza, freschezza, gusto e qualità dei propri prodotti.
Le esigenze della committenza e la progettazione integrata
La necessità di razionalizzare gli spazi uffici ridisegnando un lay-out di stabilimento efficiente e ottimizzato è stato lo spunto per rinnovare l'idea di rappresentanza di N&W Global Vending e per costruire il nuovo edificio per uffici, la portineria e le attrezzature esterne.
Ad occuparsi del progetto e della sua realizzazione è stata CED INGEGNERIA, società specializzata nella progettazione per edifici civili, direzionali, industriali con sedi a Gorle (Bg) e Salorno (Bz)..
Costituita nel 1988, in continuazione dello studio dell'Ing. Aldo Mora attivo a partire dal 1963, CED INGEGNERIA si avvale di un team qualificato di 20 tecnici interni e si occupa direttamente di progettazione preliminare, progettazione definitiva, progettazione esecutiva e specifiche per l'appalto, progettazione strutturale, collaudi statici ed amministrativi, progettazione della sicurezza, direzione lavori generale, direzione lavori strutturale, direzione di cantiere e progettazione antincendio. Con il supporto di un network di 24 professionisti esterni che collaborano stabilmente con CED INGEGNERIA, effettua anche rilievi topografici e di dettaglio dell'area, Immagini virtuali e rendering, consulenze acustiche, progettazione di impianti elettrici, progettazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento e pratiche presso gli enti pubblici / accatastamento.
Tra i più recenti progetti di interesse seguiti da CED INGEGNERIA, vanno segnalati:
- il Polo Tecnologico della Brembo SpA a Stezzano (Bergamo), centro direzionale e di ricerca e sviluppo progettato a livello architettonico dall'Atelier Jean Nouvel Paris e caratterizzato da corpi di fabbrica sovrapposti con parti a sbalzo fino a 18 metri attestati sul Muro rosso che contiene l'ingresso principale e la distribuzione dei vari edifici., dove CED INGENERIA si occupa della progettazione esecutiva e strutturale, del coordinamento della sicurezza, della direzione lavori generale e delle strutture e della direzione di cantiere
- il nuovo stabilimento stampa rotocalco del gruppo Arvato realizzato a Treviglio (Bergamo), costituito da sei edifici interconnessi, dove CED INGEGNERIA si è occupata della progettazione, della progettazione delle strutture e degli impianti elettrici e meccanici, del coordinamento della sicurezza, della direzione lavori generale e delle strutture e della direzione di cantiere.
Nei confronti di N&W Global Vending, CED INGEGNERIA ha recepito le esigenze dell'azienda; ha analizzato le possibilità che l'area offriva e ha proposto un approccio alla soluzione del problema che è stato perfezionato con il contributo dei vertici aziendali e del responsabile di progetto interno di N&W.
L'interazione fra committente e una struttura unica integrata di progettazione ha consentito sinergia, rapidità decisionale, limitazione degli errori, possibilità di definire un progetto gradevole, funzionale ed efficiente, con costi commisurati alla qualità del prodotto ed alle possibilità di investimento dell'azienda, un'elevata rapidità di realizzazione nell'ambito dei tempi stabiliti e del budget concordato.
Carige tra i giovani universitari
20 novembre 2008 - Eventi e pubblicità

L’iniziativa è dedicata agli studenti universitari di quattro città presso sette diversi atenei. Gli obiettivi sono principalmente due: condurre una ricerca di mercato volta comprendere i progetti futuri del target studenti universitari e diffondere la conoscenza dell’offerta Carige dedicata ai giovani: conti correnti bancari, finanziamenti e il programma Stilegiovani consultabile su www.stilegiovani.it.
In ciascuna location sarà presente un totem promozionale di Banca Carige con le indicazioni per partecipare alle estrazioni di 20 Notebook HP 530 e di un buono per l’acquisto di un viaggio studio. Inoltre, chi ritirerà presso il corner il coupon allegato alla brochure “Presentati e Vinci”, avrà diritto al ritiro gratuito, in tutte le filiali del gruppo Banca Carige, della carta ricaricabile Carige Easypay pensata su misura dei giovani. “Alle iniziative sul campo” dichiara Carlo Pasquazi, sales director di Pixel Advertising, “dedicheremo la migliore attenzione ed energia. Vogliamo far sapere agli studenti che Banca Carige è al loro fianco, per supportarli nello sviluppo dei loro progetti di studio, di lavoro e delle proprie passioni.” La consistente attività below the line sarà coordinata dalla concessionaria Pixel Advertising in collaborazione con l’agenzia di organizzazione eventi di Gruppo SMG, PromoStudents.
Mercati rionali: pochi soldi, molti affari!
19 novembre 2008 - Scenari di mercato
Più in generale, il consumatore tipo del mercato è certamente donna (78%, un po’ meno del 2006), soprattutto di età compresa fra i 31 e i 50 anni, casalinga ma anche impiegata, con un carico familiare complessivo di 3-4 persone, che frequenta il mercato costantemente. Va al mercato dalle 9 alle 11, soprattutto a piedi. Non mancano comunque né la componente maschile (in aumento soprattutto fra i pensionati), né gli under 20 (soprattutto nei piccoli centri). Non disdegnano la frequentazione anche dirigenti e professionisti (il 2%, un po’ meno rispetto al 2006). Sulla base delle dichiarazioni dei consumatori la spesa media è rimasta sostanzialmente invariata con una quota che varia 25-26 miliardi di euro l’anno, con punte massime intorno ai 30 miliardi di euro. Il 38% di coloro che vanno al mercato lo fa per motivazioni economiche come la convenienza dei prezzi, il 42% per l’assortimento dell’offerta, il 28% del campione per socializzare o per godere della vivacità del mercato stesso e delle bancarelle e circa un quarto degli intervistati per il puro piacere di stare all’aria aperta e passeggiare fra i banchi. Non manca, soprattutto per i mercati periodici, la motivazione relativa alla possibilità di trovare prodotti particolari, altrove difficili da scovare.
Bricofer: franchising di ferro!
18 novembre 2008 - Franchising
Tags: Franchising, franchising fai da te, negozi fai da te

Bricofer, una delle aziende leader del settore del “fai da te” propone una formula di franchising esclusiva che ha le seguenti caratteristiche:
AUTONOMIA
L’Affiliato rimane l’unico proprietario della sua azienda e mantiene la sua autonomia gestionale e decisionale. Su ogni iniziativa proposta, l’Affiliato è indipendente e può esercitare la sua volontà individuale.
IMPEGNO ECONOMICO LIMITATO
Il canone mensile di affiliazione è il più conveniente del mercato e si ripaga ampiamente con i servizi ricevuti.La merce viene fatturata all’Affiliato allo stesso prezzo fatturato dal fornitore al Gruppo Bricofer, senza nessun costo aggiuntivo.Le merci acquistate arrivano direttamente dal fornitore al punto vendita senza transitare in magazzino, quindi senza nessun costo aggiuntivo.L’Affiliato inoltre risparmia su spese bancarie, amministrative, ecc. poiché riceve le fatture soltanto dal Gruppo Bricofer che gestisce centralmente i rapporti con tutti i fornitori.
ACQUISTI ALLE CONDIZIONI MIGLIORI
La forza del Gruppo Bricofer, rappresentata dal suo importante giro di affari, permette di stipulare accordi e convenzioni con i marchi più prestigiosi (oltre 500 fornitori e circa 80.000 articoli), alle miglioricondizioni possibili.L’Affiliato acquista quantità da dettaglio a prezzi da grossista, senza nessun particolare impegno verso il fornitore.Il Gruppo Bricofer tratta gli acquisti e li rende noti agli Affiliati in tempo reale, anche tramite una banca dati telematica.
POLITICHE DI VENDITA VINCENTI
Il Gruppo Bricofer è oggi la più grande catena in franchising in Italia, e ciò grazie soprattutto ad una profonda conoscenza del mercato e delle problematiche del settore, uniti ad una grande capacità di rinnovamento. La politica del Gruppo infatti, si basa su una continua ricerca di soluzioni commerciali e tecniche innovative per offrire un servizio sempre migliore.Tutto ciò contribuisce ad accrescere i vantaggi per gli Affiliati, che giorno per giorno registrano utili sempre più interessanti.
GESTIONE SEMPLIFICATA
Il Gruppo Bricofer si occupa completamente di tutti gli aspetti relativi alla ricerca dei fornitori, gestione ordini, controlli, eventuali solleciti, ecc.. L’Affiliato ha un solo interlocutore, il Servizio Commerciale del Gruppo Bricofer, aggiornato, competente, efficiente, a sua disposizione nove ore al giorno.
BANCA DATI TELEMATICA
Per rendere più agevoli e molto più rapidi i collegamenti tra gli Affiliati e la sede centrale, Bricofer ha istituito un ulteriore importante servizio: una banca dati telematica.Tutte le informazioni e condizioni commerciali, infatti, sono immediatamente disponibili su internet nell’area riservata (e protetta da password) agli Affiliati; le stesse informazioni, inoltre, vengono inviate all’Affiliato in tempo reale, tramite posta elettronica.Grazie a questo servizio on line, l’Affiliato può inviare gli ordini ai fornitori, consultare e scaricare tutti gli archivi commerciali ed essere aggiornato sulle dinamiche del mercato con i vantaggi dell’immediatezza edel costo minimo, (pari a quello di uno scatto urbano).Inoltre ciascun Affiliato può usufruire di una importante “vetrina on line”, una sezione all’interno del sito del Gruppo (www.bricofer.it) dove può far conoscere la propria realtà commerciale e dove il suo Cliente puòporre quesiti e chiedere delucidazioni su eventuali problematiche.
SEGRETERIA COMMERCIALE ATTIVA E CAPACE
Il Servizio Commerciale del Gruppo Bricofer provvede ad inviare all’Affiliato, in tempo reale tutte le notizie commerciali, novità, promozioni, prossimi aumenti, prestagionali, scadenza listini, ecc..L’Affiliato può così decidere tempestivamente, anticipando la concorrenza, quali azioni intraprendere in funzione delle notizie pervenute. L’Affiliato riceverà anche tutti i nuovi listini e i cataloghi di ogni azienda fornitrice e tutte le eventuali variazioni.
ASSISTENZA COMPLETA E CONTINUA
Il Gruppo Bricofer, tramite i suoi specialisti, affianca l’Affiliato in tutti gli aspetti operativi: stesura del conto economico preventivo,
reperimento delle attrezzature per l’esposizione degli articoli, allestimento delle aree merceologiche, criteri espositivi e servizi ai clienti, definizione dell’organico e delle funzioni, servizio di selezione del personale, servizio di rifornimento merci su scaffalature, formazione del personale e successivi aggiornamenti, sistema operativo con relativa modulistica e supporti informatici che semplificano la gestione.
PUBBLICITA’ E PROMOZIONE
L’attività dell’Affiliato è supportata continuamente da iniziative pubblicitarie e promozionali, tramite affissioni, quotidiani, radio ed un importante Giornalino distribuito porta a porta.Inoltre Bricofer, insieme a tutti i suoi più importanti partners commerciali, ècostantemente impegnato in progetti di pubblicità istituzionale nei principali stadi italiani di calcio ( Roma, Milano,Parma). Inoltre il Gruppo Bricofer è sponsor tecnico in varie diverse attività sportive (Basket, Volley, Autumobilismo Formula Renault, Bocciofile).La gestione centralizzata di queste iniziative permette notevoli risparmi e garantisce l’uniformità dell’immagine e dei contenuti.Gli Specialisti del Gruppo Bricofer sono sempre a disposizione per affiancare l’Affiliato in tutte le sue esigenze di comunicazione aziendale.
INCONTRI PERIODICI
Il Gruppo Bricofer organizza periodicamente delle riunioni con tutti gli Affiliati per l’esame di nuove iniziative, problematiche comuni, scambio di esperienze. Ne risulta un forte spirito di gruppo, determinante per poter decidere in comune nuove strategie commerciali.
Per maggiori info www.bricofer.it
Chiquita: 10 e Lode!
17 novembre 2008 - Marketing Alimentare




Quattro referenze gustative all’insegna della massima naturalità, realizzate unicamente con frutta fresca frullata e spremuta e leggermente pastorizzata, senza concentrati. I nuovi frullati freschi non hanno alcuna aggiunta di zucchero, acqua, additivi, coloranti e conservanti. Il prodotto è offerto in bottiglie monodose da 250 ml e si presenta nei seguenti gusti: Lampone&Melograno, Fragola&Banana, Ananas&Banana e per finire Cocco&Mango.
I frullati 10 e Lode hanno una shelf life breve e vanno conservati nel banco frigo refrigerato tra 0° e 5°C insieme agli altri prodotti di IV Gamma frutta e riproducono in primo piano il “bollino blu” Chiquita.
GrindTus di ABOCA… un respiro di Valtiberina Toscana!
15 novembre 2008 - Marketing Alimentare

Per il periodo invernale Aboca presenta questo prodotto, balsamico ed emolliente, necessario per il benessere delle vie respiratorie.
GrindTus di Aboca (www.aboca.it) si presenta in bustine granulari idrosolubili, da sciogliere in bocca o per una tisana istantanea.
Grindtus Poliactive DEC bustine orosolubili è un prodotto utile per il benessere delle vie respiratorie grazie all'efficacia degli estratti liofilizzati ottenuti da piante coltivate direttamente da Aboca: Grindelia robusta, Piantaggine ed Elicriso (varietà HyperCreso selezionata per l'alto contenuto di sostanze funzionali), ad azione emolliente.
Grindtus Poliactive DEC, per la sua particolare formulazione in granuli solubili, può essere disciolto direttamente in bocca liberando un'immediata sensazione di sollievo grazie alla presenza di oli essenziali di Menta ed Eucalipto ad azione balsamica.
Il prodotto può comunque essere disciolto in acqua calda per ottenere una gradevole e pratica tisana istantanea.
Lavoro e consumo intellettuale!
4 novembre 2008 - Marketing Alimentare

Quasi impossibile resistere al richiamo del frigorifero quando si torna a casa dall'uffcio. Ma occhio alle abbuffate: il lavoro intellettuale non fa consumare calorie.
Abbuffarsi per scienza. Lo studio ha coinvolto 14 studenti ai quali è stato chiesto di svolgere 3 attività in momenti diversi: stare seduti e rilassati senza far nulla, completare dei test di memoria, leggere e riassumere dei testi. Dopo sessioni di 45 minuti di ciascuna delle attività, i volontari sono stati invitati a servirsi ad un buffet dove potevano prendere tutto ciò che volevano e ad ognuno sono state misurate le calorie ingerite. Le attività intellettuali hanno comportato un consumo di sole 3 calorie in più rispetto al riposo totale, ma una volta di fronte al cibo le cavie umane non si sono trattenute. Dopo la lettura e il riassunto hanno mangiato circa 200 calorie in più rispetto a quelle consumate e dopo i test di memoria ne hanno assunte altre 253 in eccesso. Esami del sangue effettuati prima e dopo le attività intellettuali hanno dimostrato che tutto questo pensare causa notevoli fluttuazioni nel livello di zuccheri e insulina nel sangue.
L'appetito vien pensando. E visto che lo zucchero è il carburante dei neuroni, quando questo scarseggia, viene chiesto allo stomaco di provvedere. E parte di conseguenza lo stimolo della fame. Anche se l'energia consumata è pari a zero o quasi. I ricercatori lanciano quindi l'allarme: la fame indotta dal lavoro intellettuale, associata al poco moto, danno un grosso contributo all'obesità dilagante.
tratto da focus.it
Dove il design è di casa!
3 novembre 2008 - Marketing del Tempo
Domus servirà un bacino d'utenza con isocrona di 15 minuti per oltre 500.000 persone. Tra le insegne eddicate alla casa si segnalano sia medie superfici come Leroy Merlin, Trony, Upim, sia negozi specializzati. Locomotiva alimentare il supermercato Emmepiù. Tra le altre medie superfici Intersport, per l’abbigliamento sportivo e Scarpe & Scarpe e Deichman per l’offerta di calzature.
In un’area di circa 80mila mq il centro Domus occupa una superficie coperta di 35 mila mq ed è servito da 2.000 posti auto complessivi. Frutto di un progetto di riqualificazione edilizia, la struttura si presenta su quattro corpi fabbrica (ex polo logistico) raccordate da 4.200 mq di gallerie con oltre 60 retailers che si incontrano nella piazza centrale dove si trova la food court di oltre 1.000 metri quadrati. 28 i mesi necessari per la realizzazione del centro, il cui cantiere ha impiegato oltre 350 posti di lavoro. Domus, infatti, ha portato un valore aggiunto sia in termini di indotto di aziende locali coinvolte nella realizzazione del progetto sia di assunzioni di nuovi collaboratori, che saranno complessivamente circa 600 tra medie superfici, negozi e attività di servizio.
Promotore e proprietario è la società Poceco di Roma, costruttore è stata la società ICP sempre di Roma, entrambi facenti capo al Gruppo Savex Sas attivo nell’industria alberghiera e alimentare. Il centro ha richiesto 28 mesi di lavoro e ha portato alla creazione di 600 nuovi posti di lavoro.
tratto da gdoweek.it
Italiani e mutui separati in casa
3 novembre 2008 - Scenari di mercato
tratto da www.newsfood.com
“Non c'è dubbio che il Governo deve intervenire subito – sostiene Marco Venturi Presidente della Confesercenti – imponendo alle banche di tagliare gli interessi per evitare il concreto rischio usura e, se è utile, allungare i tempi. Ormai c'è un vero e proprio allarme mutui e credito. Al di là delle buone intenzioni e delle dichiarazioni fatte per famiglie ed imprese l'accesso ad essi sta diventando una via crucis. Voglio denunciare anzi il fatto che proprio dal nostro sondaggio emerge con chiarezza la resistenza delle banche a rinegoziare i mutui con i clienti. Ben il 61% degli intervistati ha dichiarato di non aver ricevuto nessuna proposta dal proprio Istituto di credito. Governo e Parlamento devono ripristinare un clima di fiducia reale fra banche, pmi e famiglie. Perché se le banche sono riluttanti a fare proposte di rinegoziazione anche molti loro clienti – il 59% del campione – vedono in questo strumento un rischio che potrebbe peggiorare la loro condizione. Ma attenzione anche alle rinunce: in prima fila ci sono vacanze e tempo libero. Il governo eviti che la crisi si traduca in un altro colpo duro al nostro turismo.”
Mutui e prestiti: ogni mese in media se ne vanno 478 euro.
Secondo il sondaggio Confesercenti-Swg ogni mese in media escono dai bilanci familiari 478 euro, ma per il 23% degli intervistati la spesa si colloca fra i 500 e i 1000 euro. E c'è infine anche un 10% che spende fra i 1000 e i 2000 euro.
Il tasso medio indicato nel sondaggio si aggira attorno al 7%. Ma per un italiano su quattro sale fra l'8% ed il 20%. Ma quante volte ricorrono gli italiani a varie forme di prestito? Fino ad oggi in media circa tre volte negli ultimi tre anni. Anche se c'è un 7% che vi è ricorso più di 5 volte. Le motivazioni più gettonate sono due: il 57% degli intervistati intendeva ridurre l'impatto del pagamento, un altro 41% non possedeva l'intera cifra.
La “regina” dei desideri per i quali si ricorre ai prestiti è la casa (ristrutturazioni o acquisto di prima o seconda casa) Subito dopo viene l'auto. A seguire si rateizzano più frequentemente le spese per elettrodomestici e mobili, computer e altri prodotti tecnologici. Ma c'è anche un 6% che si indebita per cerimonie e un 2% per regalare o regalarsi un gioiello.
Mutui, le rinunce per pagare: tagli a vacanze, tempo libero, scarpe e vestiti
Per poter sostenere le spese mensili fisse le famiglie riorganizzano i bilanci e tagliano in primo luogo le risorse per le vacanze (lo fa un 21%). Subito dopo a rimetterci è il tempo libero su cui si abbatte il taglio di un altro 20% del campione. Notevole anche la rinuncia a comprare nuovi capi di abbigliamento o scarpe con un altro 17% di intervistati. E si arriva ad un 9% che usa le “forbici” per rifilare tutte le voci del proprio bilancio.
Il risparmio degli italiani. Dove è e dove finirà…Perdite finora? Quasi il 17%.
Fino ad oggi i risparmiatori italiani intervistati ritengono di aver perso quasi il 17% in termini di rendimento dei propri investimenti fatti.
Ma la maggioranza delle “formiche” italiane ha suddiviso i suoi risparmi in conti correnti (22%), in fondi ( 17%), in Bot ed altri titoli di Stato (15%). Solo un 10% si è indirizzato verso le azioni, mentre un 2% ha riscoperto il … materasso e tiene i soldi in casa. Questo 2% è destinato a salire di un punto nei prossimi mesi che saranno dominati – stando alle risposte date al sondaggio – dalla preferenza dei risparmiatori verso i titoli di Stato. Poi vengono gli immobili e i conti correnti bancari. Solo un altro 2% si farà abbagliare dal colore dell'oro. Ma la prudenza degli investitori emerge anche da un'altra percentuale: quella di chi non modificherà i propri investimenti e che si aggira attorno all'11%.



